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Quando venne nell' 89 per i "Monsters of rock" di Bologna portava i lunghi capelli biondotinti, e il suo chitarrista era Steve Vai. Oggi i capelli sono tornati naturalmente neri, e corti, e il compito della band (seri pedalatori del rock, con il "vecchio" Steve Farris a coordinare il tutto) è quello di asservire l' estro del leader. Il Capo è l' immarcescibile David Coverdale, eroe con i Deep Purple (da "Stormbringer" del '72 al '76) e poi in proprio per un buon ventennio con Whitesnake.
Sono gli ultimi sussulti, per il "serpentone bianco", dopo il recente album "Restless heart". La decisione è dello stesso cantante e autore, che ancor prima di arrivare ai fatidici cinquant' anni, e in eccellente forma fisica e tecnica, intende appendere il microfono al chiodo, o comunque abbandonare il settore dell' hard rock. L' altra sera i fan di ogni età riempivano la tenda allestita nel parco "Aquatica", alla periferia di Milano: duemila super-affezionati, che conoscono ogni parola di "Is this love" (ballata di successo mondiale alcuni anni fa) e "Here I go again" (hit degli esordi). Un' ora e mezza abbondante di sano, vecchio rock and roll "spruzzato" di suoni hard, eseguito in maniera canonica, e senza troppi fronzoli estetici.
Un solo riferimento al periodo con Blackmore e Soci, "Ready and living", Coverdale ha accennato brevemente "Minstreader", ma, per esempio, non ha eseguito la stupenda "Soldier of fortune" (proprio da "Stormbringer"), ballata in cui la sua forte vena "soul" e "blues" ha modo di espletarsi al meglio. Il buon David, infatti, rientra certamente nel ristretto Gotha delle ugole rock veramente di qualità non solo espressiva ma anche tecnica. Pensiamo al compianto Freddie Mercury, a Ronnie James Dio, a Chris Farlowe (versione Colosseum e Atomic Rooster), al Bono più "soft" e al pluripremiato Klaus Meine degli Scorpions. In Italia si passa direttamente da Aldo Tagliapietra delle Orme a Francesco Renga dei Timoria.
I vari Gillan, Osbourne, Daltrey e Plant sono grandi "frontmen" ed eccellenti interpreti, ma i puristi del rock non li metterebbero mai in cima alle classifiche tecniche. Ecco, allora, che l' esibizione di Coverdale, "ugola d' amianto", diventa anche una bella lezione di virtuosismo. Lo show inizia con "Living in the shadow" e si chiude con i bis "Ain't no loving" e "Still of the night". Il manager Trotta annuncia per gennaio il ritorno degli Ufo, band storica degli anni Settanta. "Hanno fatto un album molto bello!", commenta. Passi da gambero.
Bruno Marzi
La mia foto è speciale. Whitesnake supporto agli Ac/Dc a Parigi 1981... Alla rinfusa avevo trovato solo Coverdale biondissimi...
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