Jim e la scia di alghe: altro problema

Pubblicato il 9 agosto 2025 alle ore 12:16
Jim Lowell, morto ieri alla bella età di 97 anni compiuti, è lo specchio di un Paese, gli Stati Uniti d'America, che non esite più. E' l'immagine (chiamiamolo pure eroe, una volta tanto a ragione) del "tragico trionfo" di Apollo 13, e ovviamente della frase che ha spodestato Neil Armstrong nella hit parade delle storiche dichiarazioni lapidarie astronautiche. Se prima era "Un piccolo passo per un uomo... ", dopo è stato: "Houston , abbiamo un problema". Oggi tutti picchieranno su questo. Io provo altro.
Prima che uscisse nel 1995 l'ottimo film di Ron Howard con Tom Hanks/Lowell, nel 1994 venne pubblicato il libro, "Lost Moon" (vari titoli in italiano) firmato dallo stesso protagonista con Jeffrey Kluger, che raccontava anche altre cose della sua vita di pilota. L'episodio è stato poi narrato nel film, ma la lettura del libro era più completa. Un sito a lui dedicato ha sintetizzato bene la storia:
"Ho scoperto oggi che nel 1954, Jim Lovell perse i suoi sistemi di navigazione mentre volava di notte sul Mar del Giappone. Fu in grado di localizzare la sua portaerei usando la bioluminescenza dei dinoflagellati nella sua scia e atterrò con successo".
E nei libro Jim aggiunse: "Non sai mai che cosa ti porterà a casa... ". Ecco, questo post è dedicato ai complottisti "No Moon", a quelli che ci spiegano perché non fu possibile quando invece è stato possibile. E' la tipica retro.ignoranza di chi rifiuta i fatti reali e si rifugia in un mondo pieno di scassate certezze. Ne so qualcosa in famiglia... E per il resto, ricordando i fratelli Iudica-Cordiglia che ascoltarono i cosmonauti russi che fallirono - donne comprese - prima di Yuri Gagarin, ricordo che la realtà è molto più credibile e complessa di qualsiasi fantasia. "Can you hear me, Major Tom?... ".

 

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