
Pochi minuti fa, a "L' aria che tira" su La7, ho assistito a una delle migliori performance di Giuseppe Conte, segretario dei 5 Stelle, nei confronti del giornalista Maurizio Molinari (il solito nuovo libro), difensore acritico e imbarazzante del genocidio di Netanyahu. Ho come l'impressione che personaggi considerati anche super partes stiano dando il peggio di sè, barcamenandosi dietro presunte certezze.. E' il momento politico che spinge le persone a difendere idee confuse e inumane. E' triste e imbarazzante. Anzi, nel "sipario" successivo ho rivisto dopo quarant'anni un personaggio come Luigi Crespi, che consideravo un simpatico cazzone quarant'anni fa, e che ormai fa gli interessi della Destra, dopo anni di problemi personali. Cavoli suoi.
Conte, dicevo, ieri sera aveva commentato con chiarezza e sincerità i fatti del ponte Morandi a "100 Minuti" dedicato ai Benetton, e i contratti "blindati" che la famiglia veneta aveva strappato allo stato. United Tristezze of....
Oggi invece David Parenzo ha chiesto a Conte di politica, economia e spese belliche. Tutto disponibile in replica. Quando è entrato Molinari il discorso è andato su Gaza, e Conte ha usato le parole giuste: genocidio, Netanyahu assassino, Israele che sta perdendo tutta la comprensione avuta per ottant'anni. Un imbarazzatissimo Molinari (di famiglia ebraica ma incapace di obbiettività) ha ribadito il 7 ottobre, gli ostaggi, facendo spallucce sui cinquantamila morti nell'enclave palestinese. Conte non è arretrato di un millimetro, ribattendo a suon di verità acclarate, mentre dall'altra parte si è rinforzata l'immagine triste della bassezza a cui è arrivato il gionralismo italiano. Nemmeno quando Conte ha accennato agli oltre 200 giornalisti morti a Gaza si è visto un attimo di comprensione da parte di Molinari. Imbarazzante.
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