
Oggi 20 aprile, e per tutti gli anni, è il mio compleanno. Per prima cosa, grazie per i numerosi auguri a seguito di questo "compleanno all'uovo" (di cioccolato, ovviamente). Prendo spunto dalle tante mail di questa o quella ditta che, proprio in questi giorni, mi fa uno "sconto speciale" per l'acquisto della qualunque... E' una strategia di marketing mirata a farti comprare cose costose e inutili "a un po' meno" e solo raramente coincide con una tua esigenza reale. La nostra è l'opulenta società dell'offerta speciale. Anche se non sei ricco e la sfanghi a fatica a consolarti ci sono comunque le "comodissime rate". Materassi et similia docent.
L'argomento che mi interessa di più è però quello dei programmi online, si chiamino anche applicazioni o "app".
Stesso discorso. Download gratis, o free.
I nostri computer vivevano di cosa offrisse il sistema operativo. Da Windows 95 ( e analogo Apple) in poi ci siamo abituati a utilizzarlo per varie operazioni di quotidiana utilità. Non a caso gli Stones, ultrapagati, lo promovevano con "Accendimi!". Poi il giocattolo per ricchi è diventato meno per ricchi e più per tutti. Ci sono state svolte decisive, come per il fotoritocco (Corel Draw e il primo Photoshop) o la scrittura di testi (Wordstar 5.5 e poi Word). In tempi più recenti sono state le banche e le carte di credito ad offrire ancora servizi "compresi nel prezzo", per così dire.
Veniamo ad oggi, rapidamte. Siamo tornati all'inizio della storia. I programmi che si possono scaricare online sono letteralmente milioni. Non esistono più copie su decine di dischetti o cd, e volumi di istruzioni (chili e chili di pagine mai lette). Oggi si scarica, si prova e, alla fine della tenzone... si paga. A volte il giusto, a volte salato. Sono cresciute le nostre esigenze. I computer vanno tenuti in ordine; nuove lusinghe telematiche ci ammaliano, anche rovinandoci la vita, come per le scommesse e il gioco d'azzardo.
Allora, si cerca un programma che ci serve o interessa. Si scarica a "free download" e poi si prova. Fa tante cose, tantssime. A noi però serve solo per una ragione precisa, e il resto non verrà mai utilizzato. Lo proviamo, riceviamo lusinghe e raffinatezze ma alla fine si blocca in qualche maniera, in attesa di un pagamento che ovviamente avviene nell'immediato e che a volte viene riproposto annualmente. Ci prendi gusto e poi ti chiedono altri soldi. Morale, cercate quello che veramente vi serve, magari "open source". Fidatevi delle softhouse famose (tipo Ashampoo - mio fornitore ufficiale - che fa grandi sconti e ha prodotti utili) che quando hanno assorbito le spese di programmazione ridudono di molto le richieste. E ricordatevi che, per esempio, i professionisti della fotografia usano il costoso Photoshop al cinque per cento delle capacità, perché serve per fare solo alcune cose velocemente. Sono i tanti appassionati a creare un mercato "gonfiato". Contenti loro...
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