
Il concetto tutto italiano di "eternità" viene traslato da una visione papale a una stanziale per tutti i Bruno Vespa d'Italia. A partire dall' originale che oggi menzioniamo. Il vizio endemico del nostro Paese, foraggiato da molti anni di non politica, è sostanzialmente quello di farsi passare sopra tante cose, che non sono normali ma "bada ben, bada ben, bada ben: son normali" (cit. da un mio coscritto e amico). Esempio casuale, una volta una ragazza svizzera mi tamponò in tangenziale a Milano. Quando, per la constatazione, le chiesi la data di scadenza della patente, mi rispose serafica: "Mai!". A meno che succedesse qualcosa di particolare. Ecco, noi ogni volta che rinnoviamo, paghiamo. E ora, avendo superato i Settanta, la scadenza scenderà a due anni... Il presunto rincoglionimento senile però ha una cura: pagare. Ci abituiamo a tutto: agli aurovelox per far soldi che se ne fregano della sicurezza, ai politici sempre più corrotti, alle Santadeché con budoir zeppi di loschi segreti, ai poliziotti che vanno in piazza con giubbotti fascisti, alle religioni del "Mia è la vendetta!", alle guerre dove muoino i bambini a decine di migliaia, ma se in nostro sanguina dal naso è un dramma... E ci siamo da tempo abituati a Vespa, lacché dei potenti di turno, senza un'idea politica esplicita (beh, abbondantemente di Destra da sempre) e capace di arrampicarsi su "non domande" di sesto grado e sui suoi "non libri" pieni di pettegolezzi di regime, conditi con immancabili scheletri nell'armadio. E pure accreditato, anni fa, di essere figlio naturale di Mussolini... Non meravigliamoci allora dello schifo trumpiano con i suoi schiavetti prezzolati. Schifiamoci almeno un po' di noi stessi.
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