
Janis andava verso la sua ultima registrazione. Una cosa a cappella che si era inventata. Chiedeva al Signore di procurarle una Mercedes-Benz. La Città di Milano è ai minimi termini per etica sociale e senso di appartenenza. Lo stadio Meazza di San Siro, per Sala e Soci, ha assunto la forma di un bonifico. Inter, Milan o altri... Va bene chiunque, e poi tutta la zona (quella dove protestavano venti residenti per il rumore, e i manager li mandavano in vacanza gratis) vivrà per anni nella polvere di una enorme struttura distrutta. e poi diventerà una DIsneyland metropolitana. Soldi, soldi, soldi. C'è un impiccio, però. I club che dovrebbero pagare l'operazione, e i loro soci, la tirano per le lunghe. Sala voleva svendere ma la Istituzioni fiscali e sportive gli hanno spiegato che il valore dell'immobile (per così dire) è molto superiore a quanto dichiarato. Insomma, si va avanti come per il Ponte sullo Stretto, il Nucleare che non inquina (come "Il motore del 2000" di Dalla) e la rinascita delle zone sismiche. A babbo morto. Ecco allora che vedere il mio battagliero amico Claudio Trotta che si impunta giustamente, mi provoca strane vibrazioni. Gli basterebbe mettere assieme due o tre amici diciamo "solvibili" e il Meazza, senza alberghi e supermercati annessi, se lo potrebbero comprare loro. E per il famoso bonifico ci vorrebbe un giorno o due. Penso al Boss, che a San Siro è di casa, o ai due Queen May e Taylor, o chiunque abbia capito che Milano è un must da preservare come il buon Trotta, per la gloria del rock, e ancora per qualche pedata sotto casa.
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