
Informale, laico, semplice. Come aveva chiesto che fosse. Il saluto al Maestro Sandro Garzola è avvenuto con i suoi allievi attorno al feretro. Due parole dei parenti e la commozione di tutti. Diciamo che chi doveva esserci, c'era. Per fortuna niente politici; quelli che si sono sempre pavoneggiati con i successi della Sala d'Arme di via Massaua. E malgrado la fatale confusione tra rito religioso della chiesa dei Cappuccini di Biliemme, inesistente ma annunciato, e quello laico all'ingresso del cimitero, ma ai "Cappuccini", frazione di Vercelli che è Vercelli. Avanti e indré, ma non se l'è presa nessuno, cercando solo un po' di protezione dalla pioggerellina insistente. Il mondo della scherma è fatto da maestri e allievi, e poi quasi per sbaglio dal male necessario di una Federazione sportiva. Che poi è il solito centro di potere all'italiana. Ecco allora che proprio oggi - ci è stato riferito - Massimo Zenga ha terminato la sua collaborazione con la Nazionale giovani (tanti successi) perché la nuova dirigenza federale ha sostituito prontamente i collaboratori attuali con i propri. Che bello se la scherma fosse il primo sport al Mondo autogestito. Di più: bisognerebbe tornare alle competizioni ottocentesche in cui davanti a migliaia di persone (che scommettevano) i migliori maestri e tiratori del momento si sfidavano per la gloria e per il denaro. Sarebbe tutto molto più onesto. Ciao Maestro Garzola!
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