In tanti a parlare di Lui (quello sul cartonato dietro)

Pubblicato il 17 agosto 2025 alle ore 01:19

Spettacoli, ricordi, uscite varie da parte di un mondo, quello musicale, che qualcosa ha da farsi perdonare anche su Pino Daniele, che giorni fa avrebbe compiuto settant'anni. La foto inneggia al sottoscritto "superuomo" ma nel riproporla vado, appunto, sul secondo piano. E' stata, se non ricordo male, l'ultima volta che ho incontrato Pino, che cnoscevo da molti anni; quasi dall'inizio. O da quando assieme a James Senese iniziava ad uscire dal guscio partenopeo. Ripeto: alcuni hanno tutto il diritto di ricordarlo, di - se ce ne fosse bisogno, ma non credo - rivalutarlo e apprezzarlo anche per il moderno-antico approccio alla lingua napoletana. Un po' come fece Faber, un altro dei miei, a Genova. Molti amici napoletani hanno però aggiunto che una parte dei "festeggiamenti" è parsa stonata (sacrilegio, parlando di Pino) e non posso che concordare, anche se non farò esempi. Ricorderò invece (ma sono pieno di amici?) i più che viventi () Willy David ed Enrico Rovelli. Sempre loro che, assieme a Libero Venturi e al primo Bibi Ballandi, furono i manager entusiasti e creativi che consacrarono più di una generazione di cantautori e artisti di talento. Ecco, io ricordo Pino appena dopo i primi bypass, che mi diceva: "Ho ripreso a cantare, a suonare e... ". Aveva un'altra passione.

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