Baudo:the day after. Dal cordoglio all'appropriazione indebita

Pubblicato il 17 agosto 2025 alle ore 13:31
Non ho una foto assieme a Baudo. Mai fatta. Quindi, anche volendo, non posso appropriarmi della sua scomparsa come si fa con una medaglietta di vermeil. Moltissimi lo stanno facendo. Alcuni a buon diritto, direi doveroso; altri (i politici) molto meno. Insomma, ancora qualche giorno e poi il ricordo sarà solo onesto e simpatico. Mi tocca, però, fiondarmi in alcune situazioni dicendo quella che per me è la verità. Le notizie sulla sua morte. Una curiosità morbosa sta invadendo i social, ma anche le news più paludate. La risposta è semplice: chi se ne frega (tutto staccato, come avrebbe voluto lui, uomo di lettere).
Non che in vita non abbia sofferto, ma solo a guarigione avvenuta informò i più. Io sapevo tutto, e all'epoca mantenni per me la confidenza, un po' come tempo dopo con un altro amico: Pino Daniele. Per diversi anni, con varie ricadute e molta fortuna e sapienza medica, Baudo ha combattuto con un ricorrente tumore alle corde vocali. Finiva il Festival col sorriso smagliante e poi fuggiva a Rho per sottoporsi a un ciclo di cure. Credo nell'ospedale pubblico. E' andata avanti così, nei primi anni Novanta, per un po'. Ma Superpippo aveva altro da fare per cui decise ea sponte di guarire. Perché la salute "...L'ho inventata io!".
Come si fa a non volergli bene? Il mio sincero cordogio si estende con grande affetto alla figlia Tiziana, oggi donna di 55 anni, con figli e responsabilità, e la passione per i tatuaggi che probabilmente faceva incazzare papà. Anche in questo caso, il ricordo è tenero. Prima del Festival del 1993, con già presenti a Sanremo quasi tutti, fu proiettato in anteprima al Ritz (il cinema sotto l'Ariston che funse per anni da scomoda sala stampa) il film di Jonathan Demme "Philadelphia" con la canzone trainante di Bruce Springsteen. Fu la sua Casa discografica ad organizzare. Uscimmo tutti un po' scossi, vista l'attualità dell'argomento e la cura "trivalente" appena introdotta che mise i decessi in standby. Tiziana uscì in lacrime. Era di fianco a me. Pippo le andò incontro e la strinse in un abbraccio lughissimo, commovente. E se la portò via.
Tante altre cose, tra le quali il rovinoso passaggio a Mediaset e le spese che affrontò per liberarsi e tornare in Rai. Ho un'intervista esclusiva all'epoca, e la devo solo cercare. Molto bella certamente per merito suo.
Ulima cosa, agrodolce: il Baudo tombeur de femmes. Tra un matrimonio e l'altro il Nostro si è dato da fare, ed è un fatto noto. Belle e famose compagne. In un caso, però, deve ringraziare i giornali scandalistici per, diciamo, scampato pericolo. L'episodio è famoso e verissimo, ma vedrò di sfumarlo in un rispettoso e sorridente ricordo di entrambi (anche lei non c'è più da qualche anno). Si parlava già di matrimonio con un'attrice famosa, e figlia di famoso. Il giornale "rosa" pubblicò delle foto "rubate" di lei nella piscina privata con un energico giovane (si parlò dell'autista) e di alcune evidenti effusioni. Pippo si presentò direttamente dal direttore, decisamente fumino e cavallescamente in difesa della fanciulla e del suo onore. Il direttore tiro fuori dalla cassaforte il resto del servizio estremamente esplicito. Non uscì mai nulla e l'avventura finì immediatamente. Uomo di Mondo, non di Cuneo ma di Militello. E' "più meglio"...
Una delle mie foto che ho inviato in agenzia.

 

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.