Quale riarmo? FB 2025

Pubblicato il 17 agosto 2025 alle ore 14:13
Io ho fatto i classici dodici mesi del servizio militare di leva, alla fine degli anni Settanta. Ho conosciuto, per varie ragioni, molti Ufficiali superiori e posso assicurare che nessuno di loro ricordava nemmeno lontanamente "Animal" Vannacci. Il mio militare è stato calmierato dal Gruppo Sportivo. Dopo il Car alpini a Cuneo (uomo di mondo) sono finito alla Smef di Orvieto, come barsagliere atleta (scherma). Benvoluto dai commilitoni, ho fatto anche da "avvocato" a molti di loro per mancati rientri, fidanzate sempre incinte e nonne sempre moribonde... Uscivo dalla caserma per prendere un cappuccino col maritozzo al bar di fronte (un lusso) e rientravo con "L'Unità" sottobraccio. Mai nessun problema. Se non avessi fatto il Servizio di Leva avrei guadagnato un anno di vita normale e di lavoro (mi sono arrangiato con le licenze, compresa quella elettorale) ma nella stragrande maggioranza dei casi proprio quel periodo ha formato in maniera indelebile il carattere di tanti giovani di mediocre cultura, di estrazione contadina ma anche cittadini, che però non erano mai usciti dal loro guscio.
La Leva, insomma, è stata un collante democratico, giustamente abolita all'interno di una Società in rapido cambiamento. Secondo me, però, dal punto di vista pratico e sociale non è stato un bene. I ragazzi di oggi sono perlopiù amorfi e socialmente imbarazzanti, tendono ad isolarsi e intrecciano relazioni al computer e allo smartphone. Hanno una grande paura della normalità e per questo in alcuni casi diventano violenti ed estremisti per carattere. Costretti a vivere in comunità e soggiacenti a poche regole, forse ne sarebbero usciti più responsabilizati.
Su questo, credo che siamo tutti d'accordo. La diatriba sul riarmo di questi giorni è in realtà fasulla. Chi non è, sotto sotto, per la pace? DI certo lo sono quegli ex militari di leva che hanno imparato a socializzare e a vivere diversamente in quei dodici mesi, ripeto inutili per qualcuno ma fondamentali per molti. Il pacifismo duro e puro e acritico dimentica il Mondo che ci circonda. Non ricorda quei ragazzi poco istruiti che venivano dalla campagna o dai monti, semi analfabeti e con mille timori preconcetti; che cambiavano pelle dicendo qualche "signorsì" (niente di che) e poi tornavano alla loro casa con una mentalità più aperta. Una mentalità che sembra mancare a molta gente oggi. Non si risponde ai vari Putin con le parolacce, e nemmeno con la forza delle armi fine a se stessa. Si risponde dicendo: "Siamo l'Europa, gente con le palle (pure le signore) che sa come difendersi sia militarmente sia economicamente". Nulla di più. Andava fatto ai tempi dei patti De Gasperi-Gruber, ma i Campanili erano ancora troppo rumorosi e aguzzi. Oggi però siamo all'ultima chiamata.
 
Nella foto, colorata malino, il vostro Guerriero venticinquenne al Car di Cuneo...

 

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.