De Niro strepitoso in una serie che è meglio di un film FB 2025

Pubblicato il 17 agosto 2025 alle ore 14:22
Ho terminato da poco la full immersion di "Zero Day", la serie in sei puntate di Netflix uscita da pochissimo. Cast stellare per una fiction "presidenziale" in cui un confuso ex Presidente Usa (Bob De Niro) e la presidente in carica (Angela Bassett. Per me eternamente "Tina") si alleano per sconfiggere un terribile nemico ciber-informatico. Mille colpi di scena, alcuni "villain" intuibili e una credibilità etica dell'ex presidente Mullen, a capo di una Commissione di emergenza con poteri straordinari, che riesce alla fine a districare una matassa complicatissima. La serie mette alla gogna tutti i difetti e i limiti di una società che proprio in questo periodo, con il "tossico" Trump, sembra quasi lo specchio della storia.
Non solo De Niro e la Bassett, ovviamente. La moglie è Joan Allen, l'ex amante Connie Britton, la figlia deputata è Lizzy Caplan, Jesse Plemons è l'assistente Roger, con Mattew Modine speaker della Camera Usa. Clark Gregg è il ricco cattivo (il capo Coulson di Agents of Shield) e molti altri visi ricordano altre serie famose.
Più di un film, dicevo, perché la dinamica attorale è quella di un lungometraggio. In alcuni momenti il quasi ottantaduenne De Niro sciorina pura arte recitativa, in cui, a parte la bontà dello script, ci mette tantissimo del suo. La serie avrà un seguito? Da una parte gli autori la considerano conclusa ma, con De Niro stesso che è anche produttore, potrebbe esserci un seguito legato ancora di più all'attualità. Se non lo vedete siete dei pirlaccioni autolesionisti.

 

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