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Mezzanotte è l' ora dello "stregone", e un Vinicio Capossela in gran forma sale sul palco del Rolling Stone, ospite degli Estra proprio nel brano "Nordest cowboys", quello dedicato senza mezze misure al sindaco della loro città, Treviso, e che si chiude con una specie di inno alla "grande balena bianca" veneta di democristiana memoria. E' il coronamento intelligentemente sarcastico di una bella serata, che Giulio "Estremo" Casale, Abe Salvadori, Eddy Bassan e Nicola Ghedin hanno voluto dedicare al pubblico milanese, numeroso e caloroso, per una festa celebrativa di quanto fatto sinora dalla rock band veneta, e di quanto possa arrivare dal cd "extended play" appena pubblicato che, oltre a "Signor Jones" in due versioni, quella dell' album e una pittoresca "il vino e la notte", contiene anche "Madeleine", Vieni", "Dai recinti", "Diversa e perversa" e un inedito "live" di "L' uomo coi tagli", registrato mesi fa a Radio Popolare Network, nel corso della trasmissione "Patchanka".
Soundcheck fatto all' ultimo minuto (nel pomeriggio, sullo stesso palco, i Bush, poi in concerto all' Alcatraz, hanno registrato una puntata di "Sonic" per Mtv) e spettacolo iniziato alle 23 precise, gli Estra hanno offerto molto più che una semplice esibizione amicale. Alla fine, le canzoni eseguite sono state ben 14, per 70 minuti di rock cantautorale, grazie sia alla bella verve compositiva di "Estremo" sia alla solidità del supporto offerto dal resto della band al leader. Grande sintonia con il pubblico, dicevamo, che ha gradito l' iniziale "Drugo", e poi "Dai recinti", "Miele", "Che vi piaccia o no", "Soffochi?", "Signor Jones" e "Preghiera".
La ritmica precisa, Giulio Casale abile nel condurre le danze, e nel mitizzare la performance al punto giusto, lo show è continuato con "Risveglio", "Vieni", "Diversa e perversa", "Broken Down", "Madeleine", per arrivare alla topica performance di Capossela, more solito vestito di scuro e con cappello da gangster in testa. L' interpretazione è sussurrata e piena di pathos. "Estremo" si mette da parte e "accompagna" con la chitarra. Il suono si fa ossessivo. Vinicio sdrammatizza e diverte tirando fuori dalla giacca, a mo' di James Bond, una pistola laser giocattolo, di quelle poco credibili, argentata e piena di luci e suoni; suoni che, presi dal microfono, diventano il singolare arrangiamento finale.
Risate e sorrisi. Gli Estra, e Vinicio, escono di scena. Il bis, sacrosanto, è "L' uomo coi tagli", che chiude definitivamente lo show. La band, dietro le quinte, scarica la tensione con scherzi e pacche sulle spalle. Vinicio si associa di buon grado. "La foto, la foto! Vogliamo il documento", si sentenzia. "E' tutto registrato?" chiediamo al tecnico del mixer. "Forse c'è il video... ", risponde non molto convinto. Vanno così le cose, a mille miglia dal business della musica, dietro l' angolo del rock and roll.
Bruno Marzi
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