
Una vecchia e geniale gag del mio amico e coetaneo Ezio Greggio intimava: "... Sembra normale ma... Bada ben, bada ben, bada ben: è normale". Lui cercava di rifilare in una grottesca televendita le opere di Teomondo Scrofalo: il famoso pescatore con pipa.
Parecchi anni fa, a una presentazione milanese di Canon, conobbi Luca Pianigiani, che allora come oggi dirigeva un sito e una newsletter domenicale,"Sunday Jumper", dedicata in particolare ai professionisti della fotografia che muovevano i primissimi passi nell'era digitale. L'intento combinava l'intenzione di indicare strade lucrose di vendita delle immagini e nuove strategie, oltre a presentare innovazioni tecniche. Oggi, nella stragrande maggioranza dei casi, le foto non le vendono quasi più i professionisti e il mercato in generale è avvizzito fino al punto da creare pensioni anticipate e difficoltà economiche per molti.
La ragione di questo post, che ho dovuto introdurre con chiarezza, sta nella lettura della newsletter di ieri di Pianigiani, cha parla di AI e della difficoltà, se non impossibilità, di distinguere il vero dal falso, se non esplicitamente dichiarato. Ogni giorno, nel Mondo, vengono prodotte 34 milioni di immagini fasulle, che immancabilmente finiscono in Rete. In molti casi si tratta di cose simpatiche e comiche (Gioggia e la Elly che si baciano o cose del genere) ma spesso l'utilizzo varia dalla cattiveria pura (gira una falsa immagine di Michael J. Fox "massacrato") al fine politico più volgare.
Una mia foto di Bb Marley a San Siro nel 1980 ritoccata in AI ma non stravolta. Per dire...
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