Dico la mia e poi taccio (forse) FB 2025

Pubblicato il 18 agosto 2025 alle ore 14:05
Per trentadue anni, fino al 2008, sono stato in presenza al Festival per adempiere al mio impegno di giornalista e fotografo. Credo di averlo fatto sempre con onestà e spirito critico, perché così dev'essere. Anni buoni e meno buoni, ma sempre nel tentativo di trovare una scintilla che alimentasse il fuoco della musica popolare. Anni più tranquilli - scrivere per i settimanali - e anni impegnativi -seguire lo show per un quotidiano - che mi hanno costretto al dovere di cronaca spesso obtorto collo. Ho ascoltato e visto cose molto belle e brutte, pacchianate e finezze. Mi sono fatto amici e avventure, malumori ed evidenti ingiustizie. Insomma, ho visto cose che voi umani... (rimane sempre la frase più bella). Per questi motivi, e per questa esperienza, da molti anni mi rifiuto di seguire il Carrozzone, per non alimentare speranze o tradire i ricordi. Per non tradir e, ripeto, la vera musica e i musicisti. Non lo guardo, insomma.
Quello che non sopporto più - so di essere presuntuoso semel in anno - è il continuo "salvataggio" verbale da parte degli addetti ai lavori, in particolare giornalisti, blogger, radio e quant'altro. Per non parlare della "grandeur" della Rai che rende tutto iperbolico. Scusate, non mi interessa; non mi coinvolge e non mi offre nessuno spunto. Mi inchino sempre davanti ai musicisti, ai tecnici di palco, alle maestranze in genere che fanno il loro lavoro al meglio, ma spesso intralciati dalla burocratica stupidità umana.
Insomma, per dirla con Mina, "... Ma che cos'è quella robina qua... Cioccolato svizzero?".

 

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