
Io sono nato con la televisione, anche se sono leggermente più giovane. Lei, il 3 gennaio; io, il 20 aprile di quel ahinoi lontano 1954. La nascita effettiva del mezzo televisivo data del 25 marzo 1925, nei magazzini Selfridges di Londra, dove l'ingegnere scozzese John Logie Baird diede una reale dimostrazione, anche se a dimensione di francobollo. I nazisti capirono subito la potenzialità del nuovo strumento, ma fortunatamente non fecero in tempo a imporlo. Anche in Italia - me lo ricordava mia mamma - attorno al 1939 arrivava un segnale dall'Eiar di Torino. Già : la televisione e il televisore. Noi siamo figli di quei primi apparecchi, cassoni di legno, con schermi da una quindicina di pollici, un bianco e nero molto contrastato e a volte un po' fluttuante (le ben note 625 linee) e la famosa pantomima del parente di turno ad agitare la ancora più famosa antenna "baffo" per vedere meglio. Oggi la gente va nei centri commerciali, e per meno di 65 pollici non si muove neanche...
Risulta impossibile solo pensare che le ganerazioni più giovani possano comprendere il potere mefitico di un display sempre più grande e perfetto. E' colpa del televisore se la televisione è visibilmente peggiorata. E' colpa della televisione se il televisore è diventato un mezzo divinatorio. E' la stessa cosa che accade nei concerti pop-rock. Il contenuto prescinde dall'enorme contenitore e viceversa. L'attualità del Festival di Sanremo è lancinante. Ormei è solo un triste circo per pulci ammaestrate. Io non lo guardo da anni, anche perché andandoci per lavoro lo vivevo direttamente. La prima volta,nel 1978, la Rai mandava in onda solo la serata finale, delle tre organizzate.
E' impossibile fare paragoni: ogni security in più, ogni autotune, ogni tristezza nello spingere la fantasia a riproporre famosi look del 1971 e un continuo passo indietro e, come diremmo noi della scherma, da tempo siamo a fondo pedana col rischio di prendere una stoccata. Prometto che vedrò Giorgia, e solo lei, per la sua simpatia e bravura. Non mi interessano gli ospiti da girone amatoriale, o i simpatici Duran Duran che stanno al gioco quando i vari commentatori sottolineano il loro ritorno dopo quarant'anni, dimenticandosi dele ospitate al Festival nel 1995 e nel 2008... Anche le pellicce di Achille non sono paragonabili al visone rosa di Claudio Pascoli (Maionchi Project) nel 1979, o giù di lì. La folla fuori c'era anche allora, ma la zona non era ancora militarizzata e sponsorizzata come oggi, tipo Striscia di Gaza versione Trump. Sanremo fa ridere; Gaza...
Ecco quindi che per quel televisore ultrafigo costato "un pacco di cambiali" (cit. Ivan Graziani) Il core business della televisione impazzisce. Contenitori senza contenuto. E va bene così. Scusi, può indicarmi la musica? "In fondo a destra".
Mia foto del Casinò con la neve...
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