
Moltissimi anni fa sono stato al Leoncavallo; due volte in realtà. La prima per vedere lo spettacolo del giovanissimo Andrea Liberovici; la seconda per accompagnare Roberto Viola che si presentava - trattato benissimo peraltro - con le sue prime canzoni da solista. Sfrattati già una volta trentuno anni fa dopo le tante tragedie attorno alla sede storica, prossima a piazzale Loreto, oggi è toccato anche a via Wattau, in una struttura abbandonata che, secondo me, è stata acquistata in maniera surrettizia da qualcuno per compiacere il Potere. E' una zona non riqualificabile, a ridosso della ferrovia e quindi senza caratteristiche atte allo sfruttamento edilizio tanto caro a Sala, che ha già dichiarato di "...Non sapere nulla", stelassa., dello sfratto al Centro Sociale. Che, per inciso, era vuoto e inerme, ma questo non ha impedito uno sfoggio di camionette blindate e agenti in tenuta da sommossa.
Molti hanno già espresso le reali ragioni di questo blitz d'antàn, atto a fare propaganda sulla linea dura e pura del governo. Non fosse che la memoria lunga degli archivi giornalistici non avesse recuperato numerosi articoli d'epoca il cui il giovane consigliere comunale di Sinistra Salvini difendeva l'iniziativa e i ragazzi, che tra l'altro davano enorme fastidio agli spacciatori della zona. Ovviamente mille e mille voci si sono già levate nel ricordare che a Roma e in altre città ci sono, altrettanto abusivi, covi dichiarati di fascisti violenti chiamati genericamente "Casa Pound". Sloggeranno anche loro? Eh, eh, eh!!!...
Foto Corsera.
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