
Due piccole aggiunte, per meditare, sulla celebre dichiarazione attribuita a Karl Marx, che vi cito nella sua interezza: "La religione è il sospiro della creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, così come è lo spirito di una condizione senza spirito. È l'oppio del popolo". Ho pensato parecchio a come esporre correttamente la mia - la nostra - rabbia per il comportamento delinquenziale di Netanyahu e il suo Governo di assassini. Poi ho messo assieme tre brevi storie. Nel suo penultimo libro (nato quando si ammalò di tumore ma poi guarì) Idelfonso Falcones, l'avvocato scrittore di Barcellona famoso per "La cattedrale del Mare", narra le vicende degli anarchici della sua città durante le rivolte del 1901. Ne' "Il pittore di anime" il giovane artista Dalmau disegna ceramiche per un ricco padrone e, come lui, la sorella Monserrat è una bella giovane di 18 anni e con l' amica Emma, fidanzata di Dalmau, partecipa alle sommosse anarchiche. Viene arrestata e incarcerata, subendo ripetuti stupri dai carcerieri. Il fratello riesce a liberarla a condizione che vada dalle suore a fare catechismo. Si rifiuta di venir meno alle sue idee ("Meglio gli stupri e la morte!") e così Emma prende il suo posto di nascosto. Il ricatto della conversione, usato in termini mortali nei secoli precedenti con la presunta stregoneria, è altrettanto vile ma specchio di una Società, quella spagnola, "cattolicissima" anche durante il regime franchista. E i cattolici li abbiamo sistemati.
Su Prime di Amazon ho appena terminato la prima stagione di "Indian Police Force", produzione locale e americana, con grandi e costosissime location in una New Deli poverissima e affascinante. Poliziotti durissimi con Rayban e drammi personali combattono un bombarolo fondamentalista musulmano. Alla fine viene catturato, anche se la seconda serie sarà dedicata alla ricerca del Capo assoluto. Nell' ultima puntata il terrorista, che è di fronte ai poliziotti e all'eroe di turno, dice: "Tu che dici di essere musulmano dovresti lottare contro questi infedeli!". Il poliziotto rockstar risponde: "Se tu non fossi solo rabbia personale, ma avessi letto il Corano sapresti che non c'è una sola parola che inciti veramente alla violenza. Il Corano è amore verso tutti!". Concordo, però...
E veniamo alla terza religione monoteista, quella che molti anni fa, in un momento di riconciliazione papa Giovanni Paolo II definì "i nostri fratelli maggiori". Bei fratelli... L'attuale scempio, fatto per potere e meri discorsi economici (oltre che per evitare la galera a Netanyahu), noto anche come "sionismo" (nato a fine Ottocento, prendendo il nome da una collina di Gerusalemme), in parole semplici si basa su primi cinque libri del Vecchio Testamento (La Torah o Deuteronomio) che tra guerre e massacri di un dio vendicativo (Babele, Sodoma e Gomorra, le Piaghe d'Egitto e via dicendo) arriva fino ai discorsi di Mosè prima della sua ascesa in cielo. In sostanza, gli ebrei avrebbero il diritto, divino e umano, di annettersi in qualsiasi modo tutto lo spazio della Giordania e oltre. In qualsiasi modo, anche massacrando popoli. Sempre nel nome di dio e del portafogli, ovviamente.
Ecco la sintesi di alcune delle tante ragioni per cui il sottoscritto, come miliardi di persone nel Mondo, ritiene che le religioni, che si basano sull'intellegibile ma che operano pesantemente sulla libertà delle persone, quando vengono manipolate per squallidi motivi di bottega, siano un vero abominio della morale, perlomeno per come sono espresse oggi. Intendiamoci, i credenti - tutti - sono miei amici, perchè hanno il rispetto dovuto a ogni persona. Non quello che vanno a rappresentare, però.
Ho casualmente rubato la foto al sito "Sguardo a Sion", il che la dice lunga sul potere di questa gente...
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