Auguri sinceri ad Alberto Stasi

Pubblicato il 31 dicembre 2025 alle ore 19:19

Il 2026 porterà sicuramente bene ad Alberto Stasi, reo di cose gravissime in questo Paese "storto": zero empatia passata per stronzaggine, eccessiva intellgenza passata per arroganza, pruderie post adoleseziali passate per movente sessuale. E altre brutture del genere non "passate in giudicato"... Malgrado pseudo commentatori sciattoni messi lì in televisione per fare solo i bastian contrari (con la faccia da stronzi/e d'ordinaria) L'evidenza porta alla sua assoluta innocenza. le ombre sulla vicenda si sono trasformate in nero pesto; i palesi errori degli inquirenti in negligenza forse voluta. I discorsi grigi su vicende "di contorno" legate a schifezze e omertà paurosa stanno assumendo valenza di verità. Lento pede.
Di carcere ingiusto si può morire, magari non subito come Enzo Tortora, ma anche come Walter Chiari. E faccio solo due nomi di persone note a tutti. Gli errori giudiziari dovrebbero, col tempo e la tecnologia, lasciare spazio a verità più consolidate. Non abbiamo imparato niente in almeno settant'anni di telefilm forensi dagli Usa? (Vi consiglio "The Rainmaker - la serie" su Sky. Riprende il film con la supervisione di Grisham). Insomma, se il sottoscritto da ormai tredici anni soffre ancora l'ingiustizia di una sentenza fasulla nella causa di lavoro con "Il Gazzettino" di Caltariccone, figuriamoci un'accusa di omicidio e ormai dieci anni di galera.
Stasi - questa è la realtà - viveva una storia d'amore adolescenziale, anche se sia lui, ventiquattrenne, sia lei, due in più, erano persone lanciate verso una vita di successo. Forse assieme o forse no, ma poco conta. Entrambi con seri valori morali, e a quanto pare trovatisi di fronte a cose più grandi di loro, Hanno visto la vittoria della "Societé des affaires" garlaschese, forse legata a istanze fino a poco fa considerate fantasiose, ma oggi un po' meno.
Sinceramente, non mi interessano le figuracce fatte dagli inquirenti, in primis dagli ufficiali dei Carabinieri (ne risponderanno?). Mi interessa solo di quel ragazzo in galera da dieci anni, della sua famiglia quasi rovinata, e con il padre morto anzitempo. Mi interessa anche la famiglia Poggi, che in maniera disperata sta coprendo il figlio rimasto, che sa bene come è andata veramente. Li capisco e li abbraccio. Mi interessa di più la verità, fatta di traffici sessuali, cugine irrispettose, vestiti non controllati adeguatamente, impronte sparse. E, sempre con sincerità, aggiungo che non credo alla colpevolezza di Sempio come esecutore materiale. Ma era lì e sa tutto. Buon anno agli inquirenti.

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