Sei anni dopo il caro Ivan Graziani, il primo gennaio 2003 lasciava la valle di lacrime Giorgio Gaberscik, in arte Gaber. Lo conoscevo bene, ma meno del suo socio Enzo Jannacci, "scappato" anch'egli nel marzo di dieci anni dopo. E mi mancano un po' anche le piccole baruffe professionali con la figlia Dalia. L'arte dell'autore, attore, cantante, uomo di cultura e schiena dritta politica lo distinsero come un prototipo di milanese sapiens mai messo però in grande produzione. Gaber ha sempre avuto un riscontro di fan "moderatamente" scalmanati nel ritenerlo quasi una religione. Sarà anche per quel "La libertà è partecipazione" che suona attualissimo ancora oggi, ma purtroppo poco profetico. L'attuale Società girata a Destra è l'esatto contrario del concetto di partecipazione. Ci mancano quindi i suoi bei concerti pieni di parole e quell'arte del cazzeggio con l'amico Enzo... al gusto di "Gelato al limòn".
Mia foto, appunto.
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