Mi capita spesso - come tutti quelli che pensano - di cozzare contro la volgarità subumana di molti. Ne siamo circondati. Volgarità ideologica, economica, razziale, sessuale, sportiva (andrebbe virgolettato); ma per me, cosà più importante, artistica. Forse anche perché tutto il resto è collegato da un fil rouge di millenaria saggezza opposta ad altrettanto millenaria cupidigia. La bassezza umana non è solo Ben Givr e Compagnia. Di razze superiori o prescelte ne abbiamo pieni i coglioni (le signore possono collegarsi timidamente all'immagine "brusca"). Di capibastone del destino potremmo aprire un banchetto nei mercatini. Di ricchi "che la fanno come i poveri" siamo stracolmi. Gli stereotipi dei frequentatori di fogne e mausolei sono capibili anche dai bambini dell'asilo, ai quali però i genitori e gli educatori non danno mai ristoro. Siamo tutti assetati, insomma.Chi ama l'arte la trova nella musica, nel cinema, nella letteratura, nella pittura e scultura. Può capitare di trovarla anche in scala 1,80, anche se ci viene detto che 1,87 è meglio. e' più realistico, ma non reale. Ergo, cosa importa? Avrete già capito che ho ri-trovato alla mia tenera età l'arte del fermodellismo. Le persone adulte, secondo me, non discutono di Vannacci, degli ebrei "buoni" che vogliono fare i resort a Gaza, dei matti vestiti da presidente a stelle e striscie, e via dicendo. Insomma, quelle cose lì...Se si parla di trenini, si discute se in un plastico bisogna rimanere all'analogico o fare tutto in digitale. Se avere panorami fantasiosi seppur ben fatti o cercare le minuzie di realtà. Se erano più belli i treni di una volta - in primis i Rivarossi di Como - in scala 1,80 non precisissima o quelli attuali in scala 1,87 ultra proporzionati. Un mondo in hO, scritto così. Immaginatevi se ragionassero a tal guisa i politici o i militari; e vabbé, anche molti intellettuali prezzolati. "E' meglio una pace più grande e utopica oppure più piccola ma simile alla realtà?". E ancora: "Meglio un pittore classico o un eroe del Novecento?". Che bello. Alla fine mi girerebbero le balle solo per quegli appassionati che trascurano la famiglia per fare notte su un plastico perfetto e costosissimo. Ma non li tratterei comunque male. Invece mi tocca gridare e piangere per quei figli di puttana che trattano la vita altrui come merce di scambio, potere e guadagno. E' gente in scala N, troppo piccola per assomigliare alla realtà, anche se bella all'apparenza. E' come chiudersi in un gretto Mondo Antico e credere di essere vivi non lottando ma guardando il cantiere della vita con le manine dietro la schiena...
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