Ostrega che prete!

Pubblicato il 31 luglio 2026 alle ore 20:35

Una quindicina di anni fa Don Antonio Mazzi da Verona, asceso al suo dio oggi a quasi 97 anni, mi raccontava che un suo amico cardiologo si era accorto di un infarto "silente" che il fondatore di Exodus aveva subìto quasi senza accorgersene. Il Don gli raccontò i sintomi nel backstage dei Pooh e il luminare lo convocò - fortunatamente - la mattina dopo in clinica, rilevando i marker della crisi cardiaca. Questo era l'uomo "tremendo" come egli stesso si definiva. Appassionato di musica classica e con studi di violino (ma l'IA di Google non lo sa) prima in giro per il mondo e poi nella cascina di Parco Lambro il prete apparentemente iconoclasta si è votato non solo alla catechesi dei giovani che il suo Vescovo gli aveva imposto intuendo le sue capacità, ma al salvataggio di innumerevoli vite dalla droga e dalla depressione. E quando non andava bene, era il primo a soffrirne. Aiutato da moltissimi, molto meno dalle istituzioni, la scelta del Lambro coincise con una naturale bonifica dallo spaccio e dalle numerose minacce personali. Fu anche personaggio televisivo molto amato, ma sempre con il fine ultimo dei suoi ragazzi. Saranno altri a raccontarvi molte cose. Io ho scelto una mia immagine, tra le tante, assieme ai suoi ragazzi e ai tanti amici nel prato della Comunità, mentre sul palco la musica dell'amica Valentina Gautier e dei Nomadi rallegrava la giornata ma non faceva smettere di pensare.

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