... O il posto che preferite e amate. E' uguaglio... Pochi minuti fa, con malcelato dispiacere, ho abbandonato il gruppo FB "La Nostra Vercelli (La nosa Varsej)", stanco di non trovarci più nulla che non sia la celebrazione della Giunta comunale, delle opere e dei giorni, e ovviamente dei miracoli. Pensavo fosse una maniera per avere informazioni e mantenere un legame, ma ne esco profondamente deluso, nonché confermato nelle mie ormai certezze sul lecchismo utilitaristico, il decadimento sociale e umano della città in cui sono nato e per la quale auspico sempre il meglio. E chi mi conosce lo sa. Detesto il leccaculismo, le bugie e la volgarità (questi gruppi parlano sempre di "rispetto nei modi e nel linguaggio", invano. Oggi un tizio fascio-sionista mi ha deto della "zecca rossa"). Vedo però che ormai prende sempre più piede un senso di impunità che intristisce e delude. Contenti loro...Vercelli è un posto come tanti in Italia, con gente perbene, storia, tradizioni, cultura, una bella struttura medioevale. E' un posto dove in tempi non sospetti (elezioni comunali due anni fa) Vannacci con la Lega ha preso cinquecento preferenze e il sindaco è un ex assessore socialista ultra ottantenne che si è candidato con Fardelli di Taglia. "Da indipendente", per carità, come il "compagno avvocato della città" al comizio di Peppone in "Don Camillo". E' una città che sventola le proprie glorie (Piola e la Pro Vercelli - ma il Comune osteggia la nuova proprietà olandese - la scherma, i tesori del Duomo e un castello in pieno centro) ma poi le manda in rovina. E' la città che, grazie a certi proprietari terrieri latifondisti, negli anni Venti foraggiò Mussolini e il fascismo. Una città piemontese, insomma: falsa e cortese. Ma è comunque "le plat pays qui est le mien".Per fortuna le persone perbene (e cari amici) sono ancora in maggioranza, ma non detengono il Potere che, in una maniera o nell'altra, si preserva nelle solite maniere.Io vi parlo di queste minimalia nel mentre che il cuore mi è triste per la perdita di un caro amico come Don Mazzi da una parte e per gli ottantaquattro inutili marocchini morti in una vicenda oscurissima e pilotata, che fa inorridire. Se Atene piange, insomma, Sparta non ride. Ma noi tirem innanz...
Aggiungi commento
Commenti