Niente titolo criptico, ma semplicemente quello di un bel film visto stasera in tivù. "Le tableau volé" (2025) del regista Pascal Bonitzer, si ispira a una storia vera. In un paesino della Francia viene ritrovato un dipinto di Shiele scomparso nel 1939 dalla collezione di una famiglia ebrea. Dopo diverse traversie, l'opera finì nella casa di un giovane operaio e di sua madre, dimenticato per anni. Il racconto parla di buoni sentimenti e redenzione, anche da parte della famiglia ebrea americana che non fa, semel in anno, una brutta figura, premiando il giovane operaio con un decimo della vendita di 25 milioni di euro (nove eredi più lui). Tutti bravi i caratteristi (Alex Lutz, Léa Drucker, Nora Hamzawi, Louise Chevillotte, Arcadi Radeff) nella tradizione della "Comédie" e uno script semplice ma originale, anche decisamente femminista sui generis, nella tradizione di quella filmografia d'Oltralpe raffinata e di piacevole lettura. Consigliabilissimo, con aria condizionata.
Aggiungi commento
Commenti