Leggo stamane che Diana Bianchedi ha rassegnato la dimissioni da capo delegazione della FIGC per la Nazionale di calcio maschile. Lo ha fatto a seguito delle esternazioni del Ministro dello Sport Andrea Abodi a proposito del commissariamento della federazione di Pesistica proposto al Coni, Ente del quale Diana Bianchedi, oggi cinquantottenne (la invidio!) è vice presidente da alcuni anni. Le esternazioni di Abodi su di lei e l'altro "vice" Marco di Paola ("... Se è sempre contraria dovrebbe fare una scelta". Intervista a Sky Sport). "Dianìn" (come la chiamavamo in Sala scherma alla Società del Giardino. Il maestro Muzio invece la chiamava "Gina!" e non ho mai avuto una motivazione, a parte la simpatia reciproca) è una ragazza in gamba da sempre, e per questo ha il mio rispetto umano e da sportivo.
Permettetemi allora di spiegare alcune cose, a merito della persona e per spiegare che una schermitrice bi-campionessa olimpica (Barcellona '92 e Sydney 2000) non è mai ex nemmeno se fa la pastasciutta. Per me il periodo al "Giardino" (la più prestigiosa Sala di Milano, allora con il Maestro Muzio, vercellese come me, e poi con il grande Pouzanov) è stato foriero di tante cose. Nel 1990 - circiter - lavoravo tantissimo, e solo il fatto di tirare per una Società milanese mi permetteva di ritagliare il tempo necessario per gli allenamenti, peraltro sempre molto inferiori al necessario per essere sempre ad alti livelli; ma così va il Mondo.
All'epoca, tra i tanti bravissimi, al top c'era Mazzoni nella spada e le già leggendarie Bianchedi "Gina" e la "Pantera" senese "Zilla" Zalaffi; entrambe buone amiche, con maggior confidenza con la seconda, passata poi dal fioretto alla spada, nascente come specialità femminile. Dianìn, graziosissima e sempre elegante, e Angelo all'epoca erano una coppia. E' famosa la foto nella quale lui la prende in braccio dopo la rottura del tendine durante le Olimpiadi di Atlanta del '96, mentre imbattuta cercava di vincere l'oro individuale (vinse anche l'ultimo assalto su un piede solo. Fenomeno). Insomma, Diana già allora aveva lo spirito della manager, unito a una ferrea serietà nello sport e nella vita.
Ecco allora che l'uscita di scena di oggi non mi ha sorpreso, e per contro ha rafforzato la mia simpatia e il rispetto per quella ragazza molto perbene ma vulcanica - sembra un nonsense - che da anni non vedo e non sento, ma che sono certo abbraccerei con un sorriso. Cara "Gina", noi della scherma siamo quel che siamo, e continuiamo ad esserlo anche nel corso della vita, che spesso ci costringe a dei faticosi, ma doverosi "'affanculo"...
Nella foto di archivio: il Dream Team di Barcellona '92. Sa sin. Zilla Zalaffi, Francesca Bortolozzi, Dianìn Bianchedi, Dorina Vaccaroni e Giovanna Trilla Trillini
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